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Sua dolcezza… l’uva!

Sulle nostre tavole la grande protagonista dell’autunno è lei, l’uva. Nonostante sia un frutto molto comune ci stupisce ogni volta perché è sempre possibile scoprire delle curiosità che la fanno amare ancora di più. Scopritele insieme a noi.

L’uva nella storia

Frutto antichissimo e leggendario, l’uva affonda le radici della sua storia nel bacino del Mediterraneo. La sua coltura e il rito della vendemmia a essa legato hanno da sempre occupato un ruolo centrale nella cultura dei popoli di quest’area, tanto da divenire occasione di feste, banchetti e riti propiziatori. Già nota nell’epoca di Sumeri e Fenici, per i Greci l’uva divenne un frutto sacro agli dei e, grazie a loro, la coltivazione della vite conobbe un significativo miglioramento a livello qualitativo, mentre furono poi i Romani a diffonderla capillarmente nel vecchio continente.

Le proprietà e i benefici dell’uva

La dolcezza che la contraddistingue si accompagna a importanti proprietà dal punto di vista nutrizionale. L’uva, in particolare quella nera, è considerata un antiossidante naturale per il suo alto contenuto di bioflavonoidi che rallentano la formazione dei radicali liberi e contribuiscono a contrastare l’ossidazione del colesterolo-LDL “cattivo”. I benefici dell’uva non si esauriscono qui, perché questo frutto tanto amato svolge anche una preziosa azione protettiva nei confronti del nostro cuore: il resveratrolo, un fenolo contenuto nella buccia degli acini, contribuisce a rendere il sangue più fluido e quindi a evitare la formazione di placche trombotiche. La sua natura zuccherina e la quercetina, un altro bioflavonoide contenuto nell’uva rossa, fanno di questo frutto una vera e propria miniera d’energia, ideale per affrontare la spossatezza tipica del cambio di stagione. Un consumo moderato è da consigliare solo ai bambini, per difficoltà legate alla digestione della buccia, e a soggetti diabetici per il notevole apporto di zuccheri.

L’uva passa

L’origine dell’uva passa, “uvetta”, risale all’Impero Ottomano: una leggenda narra che fu inventata perché un sultano, mentre lottava con una tigre, aveva dimenticato dei grappoli al sole. La varietà d’uva più adatta è la sultanina, che ha acini piccoli e dolcissimi, dalla buccia spessa e privi di semi. Prepararla in casa è facilissimo! Pulite e asciugate bene i grappoli, appendeteli in un ambiente tiepido e secco (assolutamente non in luoghi umidi come la cantina). Ecco, potrete dimenticarvene finché gli acini raggiungeranno il tipico aspetto secco e disidratato (a seconda del clima possono passare anche un paio di mesi): sgranate i grappoli e conservateli in dispensa.

Le foglie di vite

Dai vigneti, non solo frutta, ma anche un’insolita verdura! Il trend è quello del recupero di tutto ciò che altrimenti sarebbe “scarto”. In Grecia, Turchia e diversi Paesi arabi, è molto comune consumare le foglie della vite bollite e riempite con mix d’ingredienti per gustosi involtini. Viste le ottime proprietà nutritive di queste foglie, non sarebbe male diffonderle anche nella cucina italiana. Dopo averle lavate accuratamente, è sufficiente cuocerle al vapore per poi utilizzarle nella ricetta scelta. Per averle disponibili tutto l’anno, si scottano, si salano e si conservano in salamoia o sott’olio.

Di uva non ce n’è una sola, ma ne esistono diverse varietà: scopritele nel pdf da scaricare.

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