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Le 5 varietà di pomodori più note

Il pomodoro è senza dubbio uno degli ingredienti più caratteristici della nostra cucina e alcuni tipi sono considerati addirittura “ambasciatori” del gusto italiano nel mondo. Ricchi di sostanze nutritive preziose, i pomodori sono un vero toccasana per la salute e si accompagnano con tutto, dalle verdure alla carne, dal pesce ai cereali e persino allo zucchero in deliziose composte.

Un po’ di storia…

Il pomodoro, nonostante sia alla base di moltissimi piatti della nostra tradizione culinaria, ha in realtà origini lontane. È nativo, infatti, dell’America, nella zona oggi compresa tra i Paesi del Messico e del Perù ed era apprezzatissimo da Aztechi e Inca che lo consumavano ogni giorno, anche sotto forma di salsa. Fu importato in Europa dagli Spagnoli, nel XVI Secolo, ma arrivò in Italia solo quando i conquistadores presero possesso di Napoli nel 1503. Inizialmente, si credeva che fosse velenoso, poiché la pianta somigliava all’erba morella (Solanum nigrum) ed ebbe perlopiù funzione ornamentale nei giardini dell’Europa barocca. Solo all’inizio del XVIII secolo il pomodoro giunse sulle nostre tavole, soprattutto a Napoli e nel Sud. Oggi, il pomodoro è il protagonista eclettico di tante ricette e si può definire il “re” degli ortaggi.

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Varietà di pomodoro più diffuse

Il pomodoro fa parte della famiglia delle Solanaceae (la stessa delle melanzane) e in principio non era come lo conosciamo oggi. All’inizio, infatti, era piccolo e giallognolo, fu il cambio di zona di coltivazione a renderlo rosso e poi la selezione genetica operata manualmente dai botanici a creare la miriade di varietà. Basti pensare che solo quelle italiane ammontano a 320. Proprio il loro aspetto suggerì il nome, “pomo d’oro”, al padre della botanica italiana, Pietro Andrea Mattioli.

Tra le principali varietà ci sono:

1. Ciliegino:

è un pomodoro di piccole dimensioni, di colore rosso brillante e dal sapore dolce. Nell’aspetto ricordano le ciliegie. Il maggior produttore è la Sicilia. È ideale nelle insalate, per preparare la caprese o come stuzzichino.

2. Ramato:

è il pomodoro più conosciuto e viene chiamato così perché cresce a grappoli di 5-8 frutti. La polpa è carnosa e il sapore bilanciato tra acidità e dolcezza. In cucina è estremamente versatile ed è ottimo sia crudo che cotto.

3. Cuore di bue:

il nome deriva dalla forma, che ricorda quella di un cuore, a volte di dimensioni tali da sembrare quello di un bue (può raggiungere fino a 500 g di peso).  Viene coltivato in varie zone d’Italia, ma la varietà ligure è particolarmente pregiata. Possiede una polpa carnosa e aromatica. Si consuma solo crudo ed è, infatti, il classico pomodoro da insalata.

4. San Marzano (o Perino):

è un pomodoro dalla forma allungata (che ricorda un po’ la pera) e dalla polpa soda, con pochi semi e non molto acquosa. È la varietà da cui si ricavano i pelati e la conserva, ma va bene anche per la preparazione delle insalate. La varietà di origine campana ha anche ottenuto la denominazione DOP.

5. Costoluto:

deve il suo nome alla classica forma costata del frutto. Questo pomodoro, coltivato soprattutto in Toscana, è ottimo nelle insalate, ma anche nella preparazione dei sughi. Come il San Marzano, infatti, possiede una polpa soda, con poca acqua e pochi semi.

Proprietà dei pomodori

Il pomodoro è una vera e propria miniera di sostanze nutritive. Povero di calorie, è una fonte preziosa di vitamine, soprattutto A e C, ma anche di sali minerali, in modo particolare di potassio. Nel pomodoro, inoltre, sono presenti acidi organici (citrico e malico), che facilitano la digestione e combinandosi con i minerali gli conferiscono proprietà alcalinizzanti. Persino la sua buccia è un concentrato di salute, dov’è presente il licopene, una sostanza appartenente alla famiglia dei carotenoidi, dallo spiccato potere antiossidante. Una curiosità sul licopene: per aumentarne l’assorbimento è meglio consumare il pomodoro cotto.

*Articolo originariamente pubblicato il 27.06.2015 e aggiornato il 16.07.2019

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