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Benvenuta ROV, la nuova Rete Oncologica Veneta

Lo scorso 6 ottobre è stata una giornata importante per Padova e per tutta la Regione Veneto. Nella città patavina si è, infatti, svolta la conferenza stampa di presentazione dei primi 6 mesi di lavoro della Rete Oncologica Veneta (ROV). A fare gli onori di casa il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, assieme al direttore generale della Sanità regionale Domenico Mantoan e al coordinatore della ROV PierFranco Conte.

Una giornata importante, dicevamo, soprattutto per l’oncologia veneta e per la lotta ai tumori perché l’istituzione della ROV è una grande opportunità per il nostro territorio. La Rete Oncologica Veneta promuove un livello di eccellenza delle cure ed eque possibilità di accesso da parte dei cittadini che ne hanno bisogno. Non solo, garantisce un alto livello di professionalità, un grande lavoro di ricerca clinica, infine macchinari e medicinali di ultimissima generazione.

Perché Rete? Perché l’obiettivo finale della ROV è quello di creare nel Veneto un Istituto Tumori di eccellenza diffuso nel territorio: qualunque sia la porta d’accesso, anche la più periferica, il paziente dovrà avere la consapevolezza di essere preso in carico da un sistema che garantirà la migliore qualità della cura e, se necessario, l’invio ai Centri di Eccellenza della Rete.

Sul piano scientifico si punta a una personalizzazione del percorso diagnostico terapeutico, non esiste più il tumore al seno, al colon o al polmone, esiste un tumore diverso in ogni malato e questo va curato in maniera mirata studiandone approfonditamente le caratteristiche molecolari e individuando per ognuno la terapia più incisiva.

Abbiamo raccolto qualche commento del Prof. PierFranco Conte, coordinatore della Rete Oncologica Veneta, che da quasi due anni sta mettendo a disposizione dello IOV di Padova la sua grande professionalità e lungimiranza.

1. Non sono ancora passati due anni, ma ha già messo dei punti fermi importanti nella storia dell’Oncologia padovana e ora veneta. Se lo aspettava in così poco tempo?
Il seme dà frutti se cade in un terreno fertile! E questa fortunatamente è la situazione che ho trovato in Veneto: un forte impegno della Giunta Regionale sull’Oncologia; Verona e Padova, due tra le più prestigiose Università italiane; lo IOV che, pur essendo di recente costituzione, ha già raggiunto il 17° posto su 46 Istituti Scientifici per la ricerca biomedica in Italia; una rete di Oncologie diffuse su tutto il territorio e nei principali ospedali e numerose Associazioni di Volontariato preparate e determinate.

2. Per i pazienti oncologici, ROV sarà sinonimo di riduzione di mortalità e migliore qualità di vita?
Questo è l’obiettivo che ci siamo prefissi: garantire l’eccellenza e l’innovazione nell’ambito di un Sistema Sanitario pubblico che deve garantire anche la sostenibilità economica. Fortunatamente sempre più pazienti oncologici guariscono ma purtroppo i malati sono sempre più numerosi e in molti casi il malato oncologico diventa un paziente cronico. In questi casi è fondamentale preservare la qualità della vita affinché gli anni di vita guadagnata meritino di essere vissuti il più pienamente possibile.

3. Perché i pazienti residenti in Veneto ma anche nel resto d’Italia dovrebbero scegliere lo IOV o gli altri istituti di eccellenza della Rete?
È difficile concentrare in un’unica istituzione tutto il meglio della medicina. Con un’organizzazione a rete si può invece accedere all’eccellenza ovunque questa si trovi. E in Veneto le eccellenze sono numerose nelle due Università, presso lo IOV e in molti ospedali del servizio sanitario regionale.

4. Come sono nel complesso gli ultimi dati relativi alla possibilità di sopravvivenza per i malati oncologici?
A partire dalla fine degli anni ’90, la mortalità globale per tumore sta diminuendo. La diminuzione è molto evidente per certe neoplasie (ad esempio il tumore della mammella) ancora molto lenta per altre (ad esempio il tumore del pancreas). È importante conoscere i motivi di queste differenze per fare investimenti nella giusta direzione: ad esempio le campagne antifumo sono un intervento educazionale a basso costo e ad alto risultato per ridurre la mortalità da tumore del polmone, le vaccinazioni possono giocare un ruolo importante nel tumore del collo dell’utero e nei tumori epatici, i nuovi farmaci molecolari nei tumori mammari e tumori ovarici.

5. Al di là dell’alto standard di cure che siete in grado di garantire a ogni singolo paziente, quanto è importante un ruolo attivo del malato nella lotta alla malattia?
È fondamentale sotto molteplici aspetti: 1) la voce dei pazienti è molto ascoltata a livello politico, 2) chi ha superato la malattia oncologica è la persona più adatta ad aiutare i nuovi pazienti nell’accettare la diagnosi e superare le difficoltà legate alle terapie; 3) i volontari giocano un ruolo fondamentale anche a sostenere i medici e il personale infermieristico nella loro attività quotidiana e superare il cosiddetto burn out.

6. Ottobre è il mese della prevenzione. Una parola di cui si parla ancora troppo poco. Sana alimentazione, attività fisica e allenamento mentale: quanto possono fare la differenza nella prevenzione delle malattie? E nell’evitare la formazione di eventuali recidive?
Lo stile di vita, che include sana alimentazione, attività fisica e un’attitudine mentale positiva, è fondamentale per ridurre il rischio di ammalarsi di tumore e, qualora ci si ammali, per aumentare le probabilità di guarigione e di ripresa ottimale psico-fisica.

7. Prossimi sviluppi della ROV?
Stiamo completando i percorsi diagnostici terapeutici delle principali patologie oncologiche; questo significa che ogni ammalato, qualunque sia la struttura che lo prenderà in cura, verrà trattato nello stesso modo e, se necessario, verrà riferito al centro di eccellenza più vicino. I passi successivi, molto importanti, saranno: 1) valutare qual è la quantità di risorse necessarie per garantire il miglior risultato per ogni patologia oncologica di modo da poter programmare gli investimenti necessari, 2) valutare i risultati ottenuti dai singoli ospedali in modo da fornire al paziente informazioni aggiornate su dove è meglio farsi curare.

Nelle prossime settimane nei monitor dei punti vendita Interspar verranno diffusi alcuni messaggi importanti relativi alla prevenzione e alla lotta ai tumori, realizzati in collaborazione con il Prof. PierFranco Conte. Un ulteriore modo per Despar per affermare il suo sostegno al territorio e per contribuire alla promozione di stili di vita sani.

  1. Complimenti per l’articolo e l’ntervista. La conoscenza delle cose e’ il modo migliore per aiutare le persone ad affrontare i problemi. Cordialmente

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