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Come ritagliarsi del tempo per se stessi

Il problema che abbiamo con il tempo dipende dal fatto che abbiamo un rapporto quantitativo con il tempo.
 
Tante volte diciamo “non ho tempo”, come se fare o non fare certe cose giuste per noi e per la nostra vita dipendesse dalla scarsa quantità di tempo che abbiamo.
 
Questa è una scusa che ci diciamo per non cambiare quello che dovremmo cambiare nella nostra vita. In realtà non si tratta di fare più cose e avere più tempo, quanto di fare quello che dobbiamo veramente fare e farlo bene.
 
Possiamo avere, quindi, un rapporto qualitativo con il tempo e quindi anche con la vita.
 
Quando ci prendiamo cura delle persone a cui vogliamo bene, il problema del tempo emerge in tutta la sua durezza: il tempo per i figli, ad esempio, per i familiari, per gli amici, sembra non bastare mai. In realtà quello che davvero conta, quello che fa la differenza, è la qualità del tempo che dedichiamo a queste persone. Lo prova il fatto, molto triste, che si può passare una vita intera accanto a qualcuno ma senza significato e senza valore. Perché questo tempo, anche se moltissimo, è segnato dall’indifferenza e non ha qualità.
 
La qualità del tempo è presenza: esserci veramente in quel momento, con quella persona. E questo vale anche quando ci prendiamo cura di noi: dobbiamo usare il tempo che abbiamo per prenderci davvero cura di noi stessi, per darci veramente amore.
 
Forse è una tra le cose più difficili: non avere tempo per sé è una scusa per non amarci, perché non ci riteniamo veramente degni di essere amati. Infatti, quando vogliamo davvero aiutare qualcuno, e non solo dargli vuoti consigli, siamo capaci di fornire quel supplemento di volontà, di coraggio, di speranza, di desiderio di vivere di cui quella persona ha bisogno. Lo attingiamo in una parte profonda e misteriosa di noi che riusciamo a raggiungere grazie all’amore che proviamo per quella persona, con quello slancio che ci permette di afferrare laggiù, da qualche parte, un’energia preziosa quanto difficile da attingere.
 
Ecco, quell’energia dovremmo imparare a raggiungerla per donarla a noi per primi. Dare a noi stessi volontà, tenacia, dolcezza, rispetto come faremmo con chi amiamo davvero. Non lasciarci andare. Pensare che ci meritiamo davvero il meglio perché anche noi abbiamo diritto di essere trattati con amore e rispetto anche se, purtroppo, il mondo intorno a noi non ha voluto, o potuto, testimoniarcelo quanto avremmo voluto. La verità è che ognuno di noi è figlio di un pensiero, di una forza misteriosa che ci ha dato la vita e ci ha amato. Ognuno di noi è voluto, ognuno di noi è necessario.
 
Doniamoci, quindi, un tempo di qualità, un tempo in cui siamo davvero presenti, ci prendiamo cura di noi, ci diamo veramente amore. Non ci serve più tempo: dobbiamo fare per noi quello che già facciamo, ma con più attenzione e amore, senza altri pensieri.
 
Il segreto è fare una cosa alla volta, farla bene, concentrati su quello che facciamo. Un maestro zen, Shunryu Suzuki-roshi diceva: “Quando vi inchinate, dovete inchinarvi e basta; quando sedete, dovete sedere e basta; quando mangiate, dovete mangiare e basta. Semplicemente. Se fate così, la natura universale è lì, con voi. In giapponese questo atteggiamento si chiama ichigyo-zammai, cioè samadhi su una sola azione. Sammai (ossia samadhi) significa concentrazione, ichigyo una sola pratica”.
 
Concentriamoci su una sola pratica: la cura di noi stessi. Dando qualità al tempo: presenti, facendo una cosa alla volta. Con amore.

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