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Riprendere il ritmo senza ricadere negli stessi errori

Molto spesso arriviamo a ridosso dell’estate in condizioni precarie. Stanchi, stressati e annoiati, non vediamo l’ora di passare qualche settimana al mare o in montagna, lontano dalle pressioni del lavoro e della vita quotidiana. E proprio perché arriviamo alle vacanze in riserva, ci manca quello spirito analitico necessario per interrogarci su cosa ha causato questa situazione, su quali fattori hanno drenato le nostre riserve energetiche e, soprattutto, su cosa fare per impostare la stagione successiva in modo diverso. Partiamo e proviamo a dimenticare tutto.

Una volta rientrati dalle ferie con le batterie cariche, ci preoccupiamo subito di “riprendere il ritmo” e ancora una volta non ci facciamo le domande giuste sul cosa generi l’accumulo di fatica. In sostanza, non capiamo che “riprendere il ritmo” equivale a ricadere negli stessi errori e quindi a ritrovarsi a fine primavera successiva di nuovo con l’energia sotto i tacchi, almeno che non si imposti il lavoro e la vita privata su criteri differenti.

Commettere errori è umano ma perseverare è diabolico, dice il proverbio. Eppure ci caschiamo tutti e spesso per decadi e decadi.

Proprio ora, alla ripresa del lavoro dopo la pausa estiva, basterebbe farsi qualche domanda in più:

  1. Quali sono i fattori che mi privano maggiormente di energia?
  2. Cosa posso migliorare nella gestione della mia giornata per avere più tempo per me stesso?
  3. Come posso fare per riuscire a curare meglio la mia alimentazione quotidiana?
  4. Cosa devo cambiare del mio programma settimanale per riuscire a fare attività fisica in modo regolare?
  5. Quali tecniche posso adottare per imparare ad avviare la giornata con più energia e a chiuderla con meno stress?

Sono semplici domande che ognuno di noi può farsi per costruire una propria, personale strategia di cambiamento. E, sebbene ogni vita sia diversa, sono anche certo che alcune variabili giochino un ruolo simile per tutti noi.

PER APPROFONDIRE: 3 passi per costruire una buona abitudine

La consapevolezza, per esempio, è un’arma fondamentale per ogni aspetto della nostra vita ed è quella capacità che dobbiamo sforzarci di tenere sempre attiva. Quando i sintomi della stanchezza si fanno sentire perché siamo in riserva allora la nostra consapevolezza ci sprona a cercare una pausa con una vacanza. Ma, appena recuperiamo, per i mesi successivi rimaniamo inconsapevoli degli sforzi a cui stiamo sottoponendo il nostro corpo e la nostra mente. Non pensiamo quasi mai a bere abbastanza acqua, a non ricercare zuccheri, a dormire abbastanza, a sgranchirci e interrompere per qualche istante il lavoro, a dormire un numero sufficiente di ore e a tenere in movimento il nostro corpo.

La consapevolezza permette alle nostre conoscenze di avere un peso maggiore rispetto agli impulsi

La consapevolezza è quella forza che, nella vita quotidiana, permette alle nostre conoscenze di avere un peso maggiore rispetto agli impulsi e di farci restare fedeli alla rotta che abbiamo preimpostato invece di perdere costantemente la direzione. Adesso, con le batterie cariche delle belle esperienze delle vacanze, approfittane e pianifica un anno lavorativo diverso, ricco di vigore ed energia.

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