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Quiedora: la parola del nuovo anno

Fin da piccolino ho sempre amato creare neologismi. Le parole del vocabolario mi sono sempre andate strette e ho spesso sentito l’esigenza di crearne di nuove per esprimere le idee che avevo in mente: a dir la veritài miei insegnanti non sempre hanno apprezzato!
Oggi voglio parlarti proprio di uno di questi neologismi: la “quiedora”, che vorrei diventasse la parola simbolo del nuovo anno e di un nuovo vivere.

 

Cosa significa “quiedora” per me

La Qui… che?!? Che ti sei inventato Andre’?! Tutto bene? Hai preso una tegolata in testa?!

Non serve un grande intuito per comprendere questo neologismo: potremmo definire la “quiedora” come “quella sensazione di assoluta quiete interiore, derivante dalla capacitàdi concentrare i nostri pensieri sul “qui ed ora”.
Esperti e ricercatori chiamano questo particolare stato di concentrazione “flusso”, ma, a esser sincero, la parola flusso mi ha da sempre fatto pensare allo scarico del bagno! Al contrario, credo che il termine “quiedora”, con quella sua assonanza con la quiete, esprima al meglio questo stato.

Definizioni e neologismi a parte, il problema èche è difficile per noi ritrovarci in questo stato di grazia: troppo spesso viviamo tra i fallimenti del passato e le angosce del futuro. La nostra mente, come una scimmia esagitata in gabbia, non trova mai quiete e salta da un pensiero all’altro alla ricerca di evasione.
Già… alla ricerca di evasione. Ci hai mai riflettuto? Dov’è che cerchiamo la nostra felicità? Dov’èche fissiamo i nostri obiettivi?
Làe dopo. Mai qui ed ora.

L’azione stessa di definire un obiettivo èquasi un’ammissione della nostra incapacitàdi essere felici qui ed ora, che c’è qualcosa di sbagliato nella nostra vita presente e che siamo disposti a essere felici solo quando avremo raggiunto i nostri obiettivi.

Peccato che a ogni obiettivo raggiunto la nostra mente ricerchi immediatamente un nuovo traguardo… e un altro ancora, in un circolo vizioso che non ci rende poi così diversi dai criceti in gabbia.

 

Come praticare la “quiedora”

Praticare la “quiedora” può liberarci da queste catene immaginarie. Immergendoci completamente nel momento presente, vivendo con consapevolezza ogni istante della nostra esistenza possiamo imparare ad assaporarne l’intensità. Spostando la nostra attenzione dai pensieri riguardanti il passato e il futuro, e riportandola sulla realtàsensoriale che ci circonda in quel preciso istante…

Il cibo che mangiamo ci svela sfumature di sapore che non avevamo mai immaginato; le attività che abbiamo sempre considerato ripetitive e noiose improvvisamente ci incuriosiscono e svelano sfaccettature che finora non avevamo mai colto, annebbiati dai nostri pensieri; le nostre scelte quotidiane diventano più consapevoli e in linea con i nostri valori più profondi.

Vivere nella quiedora richiede pratica (tantissima pratica), ma i benefici che può donarci sono inestimabili. Prova solo a immaginare come sarebbe il nuovo anno se riuscissi a sviluppare questo super-potere.

Sì Andre’, lo sto immaginando e sarebbe grandioso! Ma da dove partire? Non mi consiglierai mica qualche corso “niu eig” o quella cosa della meditazione “maindfulnesse” che va tanto di moda ultimamente?

 

Esercita la “quiedora” con l’ora di Shultz

L’esercizio che ti invito a provare da subito e a ripetere almeno una volta a settimana, èla cosiddetta “ORA DI SHULTZ”. Questa pratica prende il nome dal suo ideatore: George Shultz, Segretario di Stato americano negli anni ’80 e politico di grande esperienza. Per intenderci, Shultz è stato uno degli uomini piùpotenti e impegnati del mondo. Difficile quindi immaginarselo come esempio di “quiedora”. Eppure, anche quando ha ricoperto una delle cariche più importanti del governo americano, non rinunciò mai a ritagliarsi almeno un’ora a settimana dedicata alla semplice riflessione.

Durante quell’ora, si chiudeva nel suo studio e, armato solo di taccuino e penna, iniziava a mettere per iscritto le sue riflessioni. Niente e nessuno poteva disturbarlo, a eccezione di due sole persone al mondo: sua moglie e il Presidente.

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