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Non tutti i grassi sono uguali!

In una alimentazione che possa dirsi sana, corretta ed equilibrata che ruolo hanno i grassi (lipidi) che noi introduciamo con gli alimenti? I grassi sono stati chiamati in causa (e a ragione in larga misura) nel determinare, a seguito del loro eccessivo uso, un’elevata introduzione di quote caloriche con il conseguente effetto di favorire sovrappeso ed obesità, con aumento del rischio metabolico e cardiovascolare.

Una quota di lipidi, che vada dal 25 al 30% dell’apporto calorico totale della giornata, è necessaria per il buon funzionamento dell’organismo e quindi per la nostra salute. Alcune vitamine (A,D,E,K) dette liposolubili vengono veicolate dai grassi e pertanto se la nostra alimentazione ne fosse priva si determinerebbe la carenza di queste vitamine (indispensabili) che hanno funzioni molto importanti per il nostro organismo. A dire il vero l’importanza dei grassi è notevole anche per la produzione di certi ormoni e per la produzione della bile che svolge un ruolo importante nella digestione.

La presenza dei grassi è indispensabile per la struttura delle membrane cellulari dove i fosfolipidi giocano un ruolo primario nella salvaguardia della funzionalità cellulare.

Il problema non è solo quanti ne introduciamo con gli alimenti ma anche (in special modo) che tipo di grassi il nostro organismo riceve! Proviamo a fare qualche esempio. L’utilizzazione corretta dell’olio extravergine d’oliva come condimento fornisce all’organismo grassi di ottima qualità, in prevalenza acido oleico (acido grasso monoisaturo). Mangiare un paio di volte a settimana del pesce azzurro (con buona presenza di acidi grassi polinsaturi della serie omega 3) garantisce all’organismo grassi di ottima qualità (ad un prezzo contenuto), così come altri grassi (acidi grassi polinsaturi) di ottima qualità sono forniti dall’uso moderato e saltuario di noci o altra frutta secca.

Non sono da “demonizzare” troppo i grassi animali (che hanno indubbiamente le loro colpe!) ma non è neanche il caso di “santificare” tutti quelli vegetali (chè non sono tutti “innocenti”).

Non spalmare del buon burro su una buona fetta di pane (accompagnato magari da un po’ di buona marmellata) non ha molto senso sul piano “salutistico” se poi si vanifica questo “sforzo” con l’assunzione di “discutibili” grassi vegetali presenti in molte merendine e snacks (come olio di palma o di cocco, etc.), “per niente salutari”, per la notevole presenza di acidi grassi saturi molto dannosi (nel tempo). I grassi saturi in eccesso favoriscono l’aumento del colesterolo nel sangue con i problemi metabolici a questo collegati, anche nei giovani, e nel tempo con i rischi in ambito cardiovascolare.

Cosa si può fare per evitare che ciò avvenga “inconsapevolmente”?

Sarebbe opportuno che le etichette riportassero in modo chiaro quali sono i grassi presenti, evitando dizioni generiche come “grassi vegetali”!

Meglio qualche discreto grasso animale (latte e latticini in particolare) che (alcuni) pericolosi grassi vegetali assunti con frequenza giornaliera e per molto tempo .

In conclusione poi (evitando i sensi di colpa!) una “piacevole trasgressione” non deve mai mancare e se, ad esempio, vi trovate a passare dalle parti di Colonnata (ai piedi delle Apuane) vicino a Carrara non disdegnate di provare ad adagiare, sinuosamente, un paio di fettine di lardo su una buona fetta di pane un po’ caldo…

 

 

Prof. Paolo Spinella

 

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