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Noi siamo un mondo che può crescere

Tutti noi siamo perfetti, ma possiamo migliorare un po’. Abbiamo tutti dentro di noi qualcosa di unico, un modo di essere che è un dono speciale, che però raramente riusciamo a esprimere al meglio e a regalare al mondo e a noi stessi. Sentiamo che possiamo migliorare ma alterniamo momenti di ottimismo circa la nostra possibilità di evolvere a periodi di scoraggiamento e sfiducia circa le nostre reali capacità di cambiamento.

Percepiamo che abbiamo un percorso trasformativo di fronte a noi ma cambiare ci sembra spesso così difficile, un’impresa quasi impossibile. Così ci rassegniamo e tendiamo a lasciarci andare all’inerzia.

In realtà, cambiamo tutti i giorni. Magari non ce ne accorgiamo perché si tratta di un processo lento, quasi impercettibile. Però, se riusciamo a indirizzare questa nostra lenta e naturale tendenza al cambiamento, possiamo davvero arrivare a esprimere il meglio di noi stessi. Per condurci verso questo traguardo profondo della nostra vita, essere il meglio di noi stessi, serve dunque avere tanta pazienza con noi stessi.

Troviamo la giusta direzione

E soprattutto abbiamo bisogno di una direzione. Un antico proverbio cinese dice: fissa il timone in una direzione, mantieni sempre la stessa rotta e prima o poi arriverai a destinazione. Se avremo costanza arriveremo sicuramente a essere quello che abbiamo deciso di essere, anche in mezzo alle mille tempeste della nostra vita.

Il vero problema è proprio la scelta della direzione da prendere. Viviamo, infatti, in quella che ormai tanti definiscono una “società liquida”: senza certezze, senza modelli validi per tutti, senza strategie universali che ci indichino con sicurezza cosa fare di noi stessi. Siamo costretti a crearci la nostra strategia di cambiamento da soli.

Tutto inizia da noi stessi

La corretta strategia di cambiamento nasce innanzitutto dalla visione che abbiamo di noi stessi, da cosa è veramente una persona, un essere umano. Perché se capiamo ciò che siamo veramente, allora capiremo anche cosa siamo chiamati a diventare.

Se capiamo che siamo un bruco, allora capiremo anche che possiamo diventare una farfalla. E allora, chi siamo veramente?

Noi siamo un mondo

Noi non siamo soltanto il nostro corpo e non finiamo semplicemente dove finisce la nostra pelle. Noi non siamo soltanto un contenitore biologico e psicologico da riempire di felicità, gioia e piacere. Se ci percepissimo unicamente come un cilindro da riempire, sentiremmo sempre un vuoto infinito che non riusciremmo mai a colmare perché quel cilindro è senza fondo.

Non siamo neanche un cilindro da fare crescere e diventare più grande, più bello, dall’aspetto esterno più conforme alle mille aspettative degli altri e di noi stessi. Non siamo un vuoto da colmare e non siamo un’apparenza da migliorare. Noi siamo invece una rete di fili invisibili che partono dal nostro cuore e che ci collegano con tutto quello che amiamo.

Noi siamo ciò e chi amiamo: i nostri familiari, i nostri amici, i nostri colleghi, gli sconosciuti a cui sorridiamo e diciamo buongiorno in ascensore. Siamo gli animali, le piante, la natura che desideriamo proteggere. Siamo la musica, i dipinti, le spiagge e le città che ci emozionano. Siamo noi stessi e la cura che ci prendiamo di noi. Siamo tutta la vita che ci sta a cuore.

Noi siamo il mondo che riusciamo ad amare. Questo mondo limitato può diventare tutto il mondo se cresce la nostra capacità di amare. Questa è la migliore versione di noi stessi: il processo lento e paziente con cui i fili del nostro cuore si protendono tenacemente, giorno dopo giorno, nel mondo. Fino ad abbracciarlo tutto. Noi siamo un mondo che può diventare il mondo.

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