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La ricerca dei tartufi

Il grosso valore dei tartufi è dato principalmente dalla loro difficoltà nel trovarli; i cosidetti cercatori di tartufi, “tartufari, cavatori o trifolau” a seconda della zona di riferimento, lo sanno bene. Per prima cosa occorre avere un buon cane da tartufi, poi bisogna conoscere i “posti segreti” dove i tartufi crescono e fare i conti con la concorrenza che è molto agguerrita e infine occorre avere buone gambe per raggiungere le tartufare che spesso si trovano in posti impervi e poco accessibili.

La giornata tipo di un cercatore di tartufi inizia all’alba, poi si parte con i fedeli cani verso la tartufaia sperando che qualcuno non ci sia passato prima di noi. Spesso un buon tartufaio conosce molte zone e compie un tragitto lungo anche diversi chilometri. Uno dei pericoli maggiori che un tartufaio può correre è quello di imbattersi in qualche vipera o in polpette avvelenate che potrebbero uccidere il cane in pochi minuti vanificando il lavoro di anni, oppure potrebbe cadere e farsi del male rimanendo isolato e senza possibilità di chiedere soccorso, per questo è bene essere sempre muniti di un cellulare/ricetrasmittente oppure di andare a tartufi in compagnia.

Contrariamente a quello che molte persone credono, il tartufo non è affatto tipico solo del Piemonte, benché in questa regione se ne trovino di buona qualità e di bell’aspetto. Il Tartufo è infatti molto diffuso in Romagna, in Toscana, in Umbria, nelle Marche, oltre che in Campania, Lazio, Puglie, ed anche in Veneto e Lombardia.

La ricerca del tartufo richiede passione, costanza, tecnica e anche buone gambe. Avere un buon cane può aiutare molto, ma a questo va unita anche la tecnica e soprattutto l’esperienza sul campo, cosa che non si può acquisire insieme al cane ma giorno dopo giorno, uscita dopo uscita e fatica dopo fatica. Per ulteriori informazioni è sempre a vostra disposizione l’Associazione Telematica Tartufai Italiani ed il sito www.trovatartufi.com.

  1. Anche in Molise! è pieno di tartufi, soprattutto il Bianco.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Tuber_(genere)
    Anche il piccolo Molise è considerato una delle prime regioni europee per la crescita di tartufo bianco pregiato. Le zone molisane di maggiore raccolta sono quelle ricadenti nei comuni di Frosolone, Spinete, Larino, San Pietro Avellana e Vastogirardi.

    È stato ritrovato in Molise il Tartufo Bianco di circa 900gr. venduto all’asta al miliardario cinese Stanley Ho, che lo ha acquistato per 250 mila dollari. Una notizia che conferma il Molise quale ottima terra di produzione del prezioso tartufo bianco, e non solo, con ben il 40% della raccolta nazionale di Tuber Magnatum Pico.

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