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Intervista a Matteo Viviani

Ci ha accompagnati per sei puntate nel mondo della sana alimentazione in un modo mai visto prima: è Matteo Viviani che per Casa Di Vita ha smesso i panni di inviato de “Le Iene” per diventare presentatore di Food Quiz, il game show che ha testato le conoscenze di alcuni clienti Despar su nutrizione & co. attraverso il linguaggio dell’ironia e del divertimento.

Matteo Viviani è oggi protagonista del nostro blog in un’intervista in cui ci ha raccontato la sua vita da “vera Iena” e la sua esperienza con Food Quiz.

Nome: Matteo
Soprannome: Lupo
Studi: Maturità in Arte Applicata e Maestro d’Arte in Oreficeria
Professioni passate: un po’ di tutto, dal contadino al venditore di bonsai nelle fiere, dal disegnatore orafo all’orefice, dall’operaio al pittore, dal cameriere al modello, dal cubista ad altri piccoli lavori
Professione attuale: Iena

Oggi sei una Iena affermata. Quanto è stata lunga e difficile la gavetta?
È stata molto lunga e difficile, il lavoro delle Iene si discosta dal normale lavoro televisivo dove dopo un provino andato bene si inizia a lavorare assieme a una redazione fatta di persone che ti insegnano cosa fare. Al contrario, per fare la Iena occorre fare tutto da soli. All’inizio è stato difficile, non avendo una formazione giornalistica. I primi due anni sono stati una scommessa: ho mollato il lavoro di modello e ho fatto tanta gavetta. Pensate, in due anni sono andati in onda meno di dieci servizi, non ho guadagnato, ma ho fatto tanta esperienza. Continuo a farne: non si finisce, infatti, mai di imparare.

Qual è stato il servizio che ti ha permesso di “fare il salto”?
Il servizio sulla droga in parlamento, quello in cui ho fatto il test antidroga a più di cinquanta esponenti politici italiani, di cui un terzo è risultato positivo. Un servizio bomba che ha fatto il giro del mondo, tanto da essere riportato anche dal New York Times. Questo mi ha dato modo di rendermi credibile agli occhi dei più “anziani”.

Nell’ultimo anno ti abbiamo visto impegnato in diversi servizi legati all’alimentazione e hai intervistato medici come il Prof. Berrino. Che idea ti sei fatto?
Ho scoperto un mondo, è questa la cosa bella del mio lavoro. Soddisfi milioni di curiosità, ti fai una cultura su diversi temi importanti, primo tra tutti l’alimentazione. Berrino ne è al vertice, è un luminare che, con l’eleganza e lo spessore di un “vecchietto” di altri tempi, porta alla luce i risultati di anni e anni di ricerche, senza mai imporli. Non si può che rimanere incantati.

Riesci a trasportare quanto porti alla luce con le tue inchieste, come per esempio queste sul cibo, nella tua vita quotidiana?
Certo che sì, tutto quello che facciamo si riflette nella nostra vita. Ad esempio, dopo l’inchiesta sulle onde elettromagnetiche emanate dal cellulare non tengo più il cellulare attaccato all’orecchio, ma uso l’auricolare. Allo stesso modo, da quando mi sono avvicinato alle tematiche relative all’alimentazione, porto a tavola cibi per l’80% di origine vegetale. Ci sta l’eccezione, ma sempre con misura.

Come mangia Matteo Viviani?
Amo provare prodotti poco conosciuti, ma non per questo meno buoni, degni sostituti di carne, formaggio e latte. Eva, per esempio, non beve più latte vaccino, ma alterna diverse bevande vegetali e sta benissimo.

Vizi?
“Posso rinunciare a tutto tranne alle tentazioni” diceva Oscar Wilde. Ne ho avuti sempre nel limite dell’accettabile. Prima di Ludmilla erano le donne, adesso forse è il fumare, ma moderatamente. E infine… sì lo ammetto, cerco quasi sempre di avere ragione!

Nel 2012 sei diventato papà della piccola Eva. Quanto sei cambiato in questi ultimi due anni?
Tantissimo, se la persona non cambia all’arrivo del primo figlio c’è qualcosa che non va. Sono cambiate le mie abitudini. C’è Eva, mia figlia, alla sera e alla mattina. Inoltre sto valutando di spostarmi fuori da Milano in un luogo più salubre, a contatto con la natura, un luogo più a misura d’uomo e di bambino. Non solo, prima ero sempre io con un punto da raggiungere, adesso mi vedo come un papà, una persona che deve prendersi delle responsabilità derivate dall’arrivo di quel punto.

Come si svolge la tua giornata tipo?
Dipende dal momento. Quando siamo in onda si lavora 7 giorni su 7, anche se mi ritrovo a fare cose sempre diverse. In genere portare Eva all’asilo e poi mi tuffo nell’inestricabile mondo delle cose da fare. Quando non siamo in onda, ho più tempo da dedicare alla piccola. Insomma: mattina fino alle 9 Eva, poi redazione se non si va a girare, con la speranza di tornare a casa il prima possibile.

Quanto tempo assorbe la tua professione di Iena?
Tutto il mio tempo… quello che non le dedico è quello che decido di non dedicarle.

Ogni tanto, però, riesci a ricavarti spazio anche per qualche altro progetto. Per esempio, hai accettato la collaborazione con Despar per Food Quiz, dei video virali che ti vedono alle prese con i clienti chiamati a rispondere ad alcune domande sul cibo. Che esperienza è stata?
È sempre bello quando ti misuri con le persone mentre sono immerse nella loro quotidianità, è un’interazione spontanea che regala spesso dei bei momenti. Una frase? Figo, ci sta.

Perché i nostri lettori dovrebbero vedere questi video?
Per lo stesso motivo per cui dovrebbero vedere sempre le Iene: c’è sempre da imparare. Del resto è il principio dell’edutainment: questi video sono stati realizzati per trasmettere, con un tono ironico e divertente, delle nozioni di sana alimentazione, che le persone possono applicare nella loro vita quotidiana. Non solo, io mi sono fatto delle gran risate e sono certo anche voi!

Un complimento che porti con te.
Quando qualcuno mi dice: “Mi hai cambiato la vita”.

Ultima domanda: alla fine hai imparato che cos’è il licopene?
Certo che l’ho imparato. È un piccolo pene di origine vegetale! 😉

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