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I Cantucci toscani

La cucina toscana è nota in tutto il mondo per i suoi sapori semplici, genuini, antichi, quasi rustici, dettati dalla storia stessa della popolazione, contrassegnata per lungo tempo da condizioni di miseria e povertà, che imposero alla popolazione l’utilizzo di alimenti poveri. Non a caso ad esempio la Toscana è rinomata per le minestre e le zuppe più che per la pasta.

 

Uno dei prodotti più apprezzati della tradizione culinaria di questa regione sono i biscotti Cantucci, famosi ormai in tutto il mondo.

Da non confondere, mi raccomando, con i Biscotti di Prato, dall’aspetto simile ma dall’impasto diverso. I Cantucci, peraltro ben più antichi dei loro “cugini”, sono infatti più grossi, hanno meno zucchero ed una consistenza più friabile.

 

Chi di voi non ha avuto il piacere di gustarli come dessert accompagnato da un goccio di Vin Santo?

 

I più buoni Cantucci, chiamati anche “biscotti di Mattonella”, vengono fatti risalire al 1858 al Biscottificio Mattei a Prato, il più grande produttore, da cui prendono il nome perché nell’insegna vi era riportata la scritta “fabbricante di cantucci”. Ancora oggi il Biscottificio Mattei sforna ogni giorno queste prelibatezze, che è possibile acquistare nella tipica confezione di carta cerata blu assieme agli altrettanto noti “Brutti ma buoni”.

Addirittura il dizionario dell’Accademia della Crusca nel 1961 diede la definizione di Cantucci: “biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo”. Il nome Cantucci deriva dal latino “cantellus” , fetta o pezzo di pane. Nella preparazione non si devono utilizzare nè lievito nè grassi.

I cantucci sono di forma tradizionale allungata, ottenuta dal taglio diagonale del filone di impasto dopo la cottura. La loro superficie è dorata e all’interno si trovano numerose mandorle intere che non devono essere né tostate nè spellate. Anche la lunghezza può variare ma è normalmente contenuta entro i 10 centimetri.

 

Volete un motivo in più per assaggiare i Cantucci?

 

Oltre ad essere buoni, i Cantucci hanno un contenuto calorico limitato, grazie alla piccola quantità di burro utilizzato nella preparazione.

Dalla versione originale sono nate oggi varie declinazioni sul tema “Cantucci”: con il cioccolato, all’arancia, al limone, al pistacchio e chi più ne ha più ne metta!

Sono ottimi soprattutto se accompagnati al Vin Santo o in genere a vini liquorosi, magari in una serata autunnale in compagnia degli amici di sempre.

 

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  1. Ciao.
    Ho provatto il cantuccio a la prima volta.
    E da quel giorno no ho mai esmetito di trovare la ricetta per farlo.
    Sou brasileira e no risco a parlare bene..escusa.
    Ho trovato mille ricetta e ho fatto. Il mio marito, figli nipotti tutti hano piasciuto.

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