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Fermati e ascolta

L’ascolto non accade, si impara. Non èqualcosa che puoi eseguire a comando. Perché l’ascolto èaccogliere in noi stessi le parole che ci raccontano la vita degli altri mettendo da parte noi stessi, almeno per lo spazio di tempo in cui l’altro sta parlando. Significa riuscire a sfuggire al nostro pensiero ordinario, che èper il 99% egocentrico, sempre rivolto a ciòche ci riguarda, ai nostri interessi, alle nostre preoccupazioni, ai nostri desideri.

Ascoltare èdedicare la nostra preziosa attenzione a qualcuno che non siamo noi. Ascoltare èamare. I motivi che oggi rendono così difficile ascoltare, e quindi anche amare, sono soprattutto tre.

 

Perché è difficile ascoltare: l’attivismo


Il primo èl’attivismo, che ci porta alla distrazione: oggi ognuno di noi ha mille cose da fare, mille ruoli da ricoprire e un’agenda mentale di compiti così fitta, che ricordarla ègiàun’impresa difficile. Trovare il tempo da dedicare all’ascolto significa quindi sottrarre tempo utile alla nostra azione. Per questo, dopo un tempo brevissimo di ascolto, la nostra attenzione torna alla nostra agenda mentale.

 

Perché è difficile ascoltare: il disorientamento


Il secondo èil disorientamento, che ci conduce all’agitazione. Questi sono tempi confusi in cui, come società, non abbiamo piùun sistema di valori saldo e condiviso: ognuno deve costruirselo da sé. Non sappiamo più cosa ègiusto, dalle piccole alle grandi cose, per questo non sappiamo piùcome vivere con serenitàle nostre vite. Vagando di qua e di làcome tigri affamate, cerchiamo qualcosa che conferisca senso e valore alla nostra esistenza. Non abbiamo la calma per ascoltare perché abbiamo perso una cosa preziosissima, il senso, e dobbiamo ritrovarla.

 

Perché è difficile ascoltare: la risonanza


Il terzo èla risonanza, che ci porta alla fuga dall’ascolto. Abbiamo problemi che non sappiamo risolvere, non li accettiamo, ci fanno soffrire e per questo non li ascoltiamo. Li ricacciamo sotto al tappeto della nostra interioritàe certe volte riusciamo a tenerli làsotto. Bene o male. Ma poi arriva l’altro e ci parla. E ci dice cose che, guarda caso, sono simili, troppo simili a quelle che abbiamo chiuso a chiave dentro di noi. Non abbiamo risposte, non abbiamo soluzioni da offrire, dentro di noi qualcosa risuona e quindi soffriamo. E così scappiamo con l’attenzione, la mente e il cuore, anche se rimaniamo fisicamente di fronte a chi ci sta parlando.

Ma non si può vivere così, perché non ascoltando gli altri ma neppure noi stessi, finiamo per non amare nessuno. Nel corso del 2017, abbiamo avuto modo di parlare molto di cambiamento: come cambiare il nostro rapporto con il tempo, con la partecipazione alla vita, con la bellezza. E allora, iniziamo l’anno nuovo cominciando ad ascoltare veramente.

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