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Le etichette delle uova

Abbiamo già approfondito il tema dedicato alla lettura delle etichette alimentari e pertanto sappiamo quante informazioni utili e preziose esse contengano per orientarci a scegliere i prodotti giusti tra gli affollati scaffali dei supermercati.

Oggi impariamo a decodificare correttamente le indicazioni riportate sulle confezioni e sui gusci delle uova stesse.

Apparentemente tutte le uova sono uguali e spesso per la fretta finiamo per mettere nel carrello indistintamente un tipo o l’altro, ignorando le caratteristiche che le differenziano.

Sulla confezione delle uova, sono segnalate obbligatoriamente per legge:
– la data di consumo
– la categoria di qualità
– il numero di uova nella confezione
– le modalità di conservazione
– il nome e la ragione sociale o il marchio commerciale del centro di imballaggio.

Facoltative, ma preferibili, sono le indicazioni relative all’alimentazione delle galline, nonché alla data di deposizione e di imballaggio delle uova.

A seconda della qualità le uova possono essere di categoria:

 

• “A”: destinate al consumo diretto, non sono state lavate e refrigerate né hanno subito trattamenti particolari prima dell’utilizzo

• “B”: non destinate al consumo diretto ma all’industria alimentare di trasformazione o ad industrie non alimentari (il Regolamento Europeo ne vieta la vendita diretta al consumatore)

 

In base al peso le uova poi possono essere:

 

• “XL” – grandissime, minimo 73 grammi

• “L” – grandi, minimo 63 grammi

• “M” – medie, minimo 53 grammi

• “S” – piccole, meno di 53 grammi

 

E se vogliamo scegliere le uova in base al loro grado di freschezza, cerchiamo sulla confezione una delle due seguenti indicazioni:

 

• “extra (fresche)”: sono state deposte da meno di 9 giorni e pertanto possiedono una camera d’aria inferiore ai 4 mm (inferiore è la camera d’aria, maggiore la freschezza)

• “fresche”: sono state deposte qualche giorno prima rispetto alle precedenti (la camera d’aria super i 6 mm)

 

Sveliamo poi come leggere il codice riportato sul guscio di ogni uovo (ad esempio: 0 IT 045 CN 001)

 

Il primo numero indica il tipo di allevamento delle galline:

 

• “0”: biologico (stabilito da una normativa europea)

• “1”: all’aperto (per alcune ore del giorno le galline sono libere di razzolare all’aperto)

• “2”: a terra (le galline si muovono libere ma solo in spazi chiusi)

• “3”: in gabbia (le galline razzolano in spazi confinati)

 

A seguire il codice ci segnala il Paese di produzione delle uova (IT sta per Italia ad esempio).

Il successivo codice numerico specifica il codice ISTAT del comune di appartenenza, mentre le lettere a seguire sono la sigla della provincia dell’allevamento.

Da ultimo nel codice appaiono altre tre cifre che identificano lo specifico allevamento e che pertanto sono un’informazione molto preziosa per la rintracciabilità del prodotto da parte delle autorità sanitarie locali.

 

A voi la scelta!

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