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L’educazione alimentare si impara a scuola

Si stima che oggi 1 bambino su 3 è sovrappeso e che 1 su 10 obeso. Come contrastare questo preoccupante trend in costante crescita? Servono innanzitutto le basi e quindi una coscienza e una conoscenza degli alimenti che nascono da una corretta informazione a tutti i livelli (scientifico, mediatico, pubblicitario) e da un progetto di educazione alimentare volto a tutelare in primis le fasce della popolazione più indifese (bambini e anziani). 

 

Per instaurare corrette e durature consuetudini alimentari e avere una sana alimentazione, devono cambiare l’approccio e l’attitudine psicologica: il cibo è salute.

 

A famiglia e istituzioni scolastiche è affidato il fondamentale compito di individuare e condividere fin dall’età prescolare un percorso di prevenzione alimentare per una corretta alimentazione.

 

Anche la ristorazione scolastica è chiamata a una svolta.

In questo senso sta operando dal 2001 l’USSL 20 di Verona che in collaborazione con esperti in nutrizione ha avviato un programma di prevenzione per una sana alimentazione negli asili nido (0-3 anni), fornendo sia agli operatori della refezione sia ai genitori uno strumento valido ed innovativo con tanto di menù settimanali e ricette. Al bando un eccessivo consumo di zuccheri, grassi e sale. Prioritaria la scelta di frutta e verdura di stagione e la riduzione dalla dieta di proteine animali a favore di quelle vegetali da abbinare ai cereali. Forte anche l’attenzione nel programma individuato dall’USSL di Verona per i regimi dietetici speciali, studiati per bambini che soffrono di allergie ed intolleranze alimentari. 

 

Direttamente dal programma dell’USSL, citiamo un esempio di menù-tipo dell’asilo nella stagione invernale per un bambino di 2 anni: spuntino di metà mattina con frutta mista di stagione (mela, pera, kiwi, mandarancio, uva, banana), pranzo con pasta e fagioli, lattuga a striscioline, finocchio al latte.

 

Grazie alla consulenza della Dott.ssa Amalia Maria Ambruzzi, dietologa presso l’Unità Operativa di Dietologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, l’Istituto Comprensivo “E. de Amicis” ha riservato all’interno del proprio sito web uno spazio informativo con le linee guida che orientano le scelte della mensa scolastica, dalla stagionalità e territorialità degli alimenti alla fissazione di standard calorici. 

 

Ritorniamo al nord: anche quest’anno il Comune di Udine ha rinnovato con il sostegno attivo dell’ASL locale e di Aspiag Service/Despar Nordest un’iniziativa illuminata giunta alla sua decima edizione: il “Contratto della Merenda”, divenuto parte integrante dei programmi educativi delle scuole primarie. Per tre giorni a settimana a tutte le classi coinvolte vengono offerti yogurt, frutta fresca e pane speciale. Il resto lo fanno i genitori a casa, chiamati per i restanti giorni della settimana a proporre frutta e verdura come spuntino ai propri figli. E a distanza di 10 anni dalla prima edizione del “Contratto della Merenda” è possibile oggi valutarne ed apprezzarne i risultati tangibili: il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini aderenti per 5 anni  all’iniziativa è significativamente superiore ai corrispettivi dati Istat relativi alla media generale dei bambini italiani. Abitudini che poi, una volta instaurate, si protraggono nel tempo. 

 

Non va infine dimenticato l’importante ruolo rivestito dal coinvolgimento dei bambini – pratica già adottata in alcune scuole primarie – in attività come la macinazione dei cereali integrali, la preparazione del pane e di altre pietanze naturali, la realizzazione di ricette sane che prevedono l’utilizzo di prodotti di stagione. In questo modo il momento conviviale diventa preziosa opportunità di sperimentazione sensoriale, di esplorazione, di apertura verso nuovi cibi, di relazione con l’educatore e gli altri compagni.

 

Alcuni dati per riflettere sulla necessità di una corretta educazione alimentare ai fini di una sana alimentazione sono riassunti in questa INFOGRAFICA

  1. Sono d’accordo, secondo me poi una corretta educazione alimentare è fondamentale che venga insegnata non solo dai genitori, ma anche a scuola. Per es a Parma abbiamO Giocampus, che è una proposta educativa di cultura del benessere (sia alimentazione che attività motoria) che viene insegnata a scuola durante tutto l’arco dell’anno. D’inverno e d’estate poi Giocampus istituisce anche dei campus divertimento. I miei bambini sono diversi anni che ci partecipano, sono molto contenta, non solo perché sono diventati meno pigri, ma anche perché ora mangiano anche più frutta e verdura. Questa è la loro pagina fb se volete aiutare a crescere questa proposta educativa che secondo me dovrebbe essere istutuita in tutte le scuole d’Italia! https://www.facebook.com/giocampusofficial?fref=ts

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