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Il dono della salute

Dono e salute sono parole talmente logore da apparire quasi stonate se usate assieme in un titolo. Sono termini un po’ leziosi, usati talmente spesso da apparire come dei tentativi meramente formali di stimolare una riflessione sull’importanza di essere sani. Sono quei termini quasi retorici di cui si riempiono volentieri la bocca quelli che parlano in un modo ma agiscono in un altro o chi ama i discorsi politici finalizzati a suscitare un qualche facile e superficiale consenso nell’interlocutore. Eppure, a una riflessione più attenta, i due termini sono entrambi così potenti da non poter essere messi da parte solo perché un po’ usurati da un eccessivo e maldestro utilizzo.

 
Il termine “dono” ha radici etimologiche comuni con il verbo “dare” e si riferisce a qualcosa che si vuole offrire volontariamente a qualcuno o che si riceve senza pretesa alcuna da altri. Il termine “salute”, invece, si avvicina per origini a “salvezza” e quindi le due parole usate assieme, dono e salute, ci suggeriscono che la vita ci regala una salvezza, una via di scampo, una fuga dalla sofferenza e dalla malattia.

 
Ma esiste un ingrediente chiave, un fattore determinante senza il quale questi termini appaiono appunto vuoti e piuttosto sterili. Un dono, infatti, è tale solo se siamo consapevoli che ci viene regalato qualcosa. Se questa cosa, per quanto preziosa sia, ce la troviamo lì e non siamo coscienti che ci è stata donata, ecco che essa perde immediatamente valore. Allo stesso modo cosa rappresenti davvero la salute sfugge fino a quando la vita non ci fa in qualche modo assaggiare il gusto amaro della malattia.

 
Paradossalmente molti altri valori fondamentali della vita risultano comprensibili davvero solo attraverso un’esperienza diretta di perdita. Tutti, per esempio, concordiamo che la libertà sia di primaria importanza, ma ne capiamo davvero il valore solo se per qualche motivo ci viene improvvisamente negata. Dunque il fattore chiave per poter apprezzare e sfruttare a fondo il dono della salute è la consapevolezza. Anzi, si potrebbe dire che la consapevolezza è l’arma segreta non solo per vivere bene ma perfino per morire in pace.

 
Dobbiamo diventare consapevoli che la responsabilità di mantenerci sani è solo nostra e che la malattia è in larga misura la conseguenza della nostra incuria.

 
E allo stesso tempo dobbiamo iniziare a comprendere che la società del “tutto subito”, del multitasking, della fretta perenne ci ha privato di un’arma fondamentale per vivere la vita a pieno: ha fatto a pezzi la nostra consapevolezza, la capacità di vedere oltre l’apparenza e ci ha lasciati con un pugno di mosche in mano, terrorizzati dalla morte e dalla malattia ma incapaci di gestire il dono della salute. Accecati dal bagliore dei riflettori di un mondo fatto di immagini e incapaci di vedere oltre, dove si trovano le verità su chi siamo e cosa ci stiamo a fare al mondo.

 
Allora per dare nuovo valore al dono della salute dobbiamo tornare a essere consapevoli. Molti sono i modi per farlo: attraverso una riflessione, una scelta razionale, una serie di letture, una maggior attenzione nei confronti delle esperienze che facciano ogni giorno. Ma possiamo anche utilizzare qualche piccolo esercizio come quelli che ti propongo qui:

 

1. Vai a trovare qualche parente in ospedale o in una casa di riposo o semplicemente vai a fare un giro se non hai nessuno da visitare.

Non scherzo: questo serve a capire il valore da dare a ogni passo che il tuo corpo ti permette di fare, a ogni respiro, a ogni battito del cuore, a ogni pensiero lucido e sensato, a ogni boccone di cibo ingerito e digerito. Sì, perché è solo quando guardi negli occhi la sofferenza che capisci quanto fortunato sei. E invece di farti deprimere dalla malattia altrui trasmetti a chi sta male un sorriso di affetto.

 

2. Fai un esercizio di consapevolezza corporea ogni mattina.

Appena sveglio, stiracchiati, siediti comodo e respira con l’addome dolcemente ripetendo a mente a ogni inspirazione la frase “entra energia vitale” e a ciascuna espirazione “escono tensione e negatività”. Bastano 3-4 respiri e questa pratica ti aiuterà a rilassarti e a iniziare la giornata con più energia. Allo stesso tempo ti metterà in contatto con il tuo corpo sviluppando una nuova sintonia.

 

3. Fatti un piano mensile di piccoli doni per la tua salute.

Per esempio, una seduta di massaggio, un weekend in una spa, una cena in un ristorante salutistico per scoprire nuovi gusti, un corso di formazione per imparare qualcosa di nuovo. Oppure trasforma in doni i tuoi allenamenti settimanali interpretandoli come momenti dedicati a te stesso. Un periodo particolarmente denso di momenti per te da passare con la tua famiglia è il Natale. Sta a te farlo diventare un periodo di festa e non solo di panettoni, spumante e stress da regali superflui ma anche di salute, di apprezzamento, di gratitudine, di gentilezza e di armonia.

 
La vita è davvero una conquista contro ogni aspettativa. Se solo ognuno di noi avesse chiaro che cosa accade da quando uno spermatozoo feconda un ovocita, rimarrebbe sbalordito. Non occorre essere religiosi per percepire la nascita di una vita come un vero e proprio miracolo. Ognuno di noi è stato quel microscopico organismo, quel neonato, quel bambino che cresce velocemente e con gioia. Quella delicata bellezza della vita che nasce e si rafforza non la dobbiamo abbandonare e calpestare, dobbiamo curarla fino alla fine come un dono prezioso che acquista più valore mano a mano che il tempo passa perché può arricchirsi di tutte le esperienze vissute.

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