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Dieta mediterranea: un trionfo!

Il 16 novembre 2010 a Nairobi in Kenia, la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta dall’Unesco quale patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Tale riconoscimento viene per la prima volta conferito ad un modello alimentare per il suo valore storico-culturale e per i suoi effetti benefici sulla salute dell’uomo, come sostenuto ormai da molti studi scientifici qualificati.

 

Cos’è la Dieta Mediterranea?

 

Il termine Dieta Mediterranea è stato coniato agli inizi degli anni ’60 quando l’epidemiologo Ancel Keys osservò che le popolazioni meno abbienti di alcune zone dell’Italia meridionale presentavano un tasso di mortalità per malattie cardiovascolari molto inferiore rispetto ad altre popolazioni del mondo occidentale più benestanti.

Prendendo spunto anche da precedenti osservazioni fatte in alcune isole della Grecia lo studioso avanzò l’ipotesi che questo fenomeno fosse correlato alle abitudini alimentari di questa area geografica. L’ipotesi venne confermata da studi epidemiologici su vasta scala che elessero la Dieta Mediterranea come la più adatta a prevenire le malattie cardiovascolari.

I benefici non si limitano però all’apparato cardiovascolare ma ,come riportato da studi clinici, gli effetti del modello di alimentazione mediterraneo sono positivi anche per altre patologie quali: diabete, dislipidemie e altre malattie metaboliche e più recentemente anche le malattie reumatiche e delle articolazioni.

 

 

La Cultura alimentare mediterranea.

 

Questo modello nutrizionale si ispira alle tradizioni alimentari di vari Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo i quali, oltre a condividere condizioni climatiche e geografiche presentano una cultura alimentare simile che magari si esprime con delle differenze.

Il modello alimentare mediterraneo non è uno specifico programma dietetico ma rappresenta piuttosto uno stile di vita con un insieme di abitudini alimentari che si distinguono e si caratterizzano per il consumo di cibi naturali e freschi quali frutta e verdure di stagione e di produzione locale, ortaggi, cereali e tuberi come le patate, legumi, latte e derivati, pesce (azzurro in particolare), limitato consumo di carni e di grassi animali, olio extravergine d’oliva come condimento e buon vino ai pasti con moderazione.

 

 

 

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