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I semi di lino

 

Lo sapevate che il lino è come il maiale? Si, avete capito bene: perché del lino non si butta via niente!

 

Se oggi possiamo vedere le mummie dei Faraoni egizi ancora perfette dopo millenni, dobbiamo ringraziare le sue fibre!

E se i nostri avi potevano inviare missive d’amore su carte pregiatissime, è merito della cellulosa del lino!

 

Ma soprattutto si apprezzano le 1000 e 1 proprietà dei semi lino.

Persino Ippocrate nell’antica Grecia ne riconosceva le qualità curative per tosse e disturbi intestinali!

 

Questi semi sono un’ottima alternativa al pesce, perché contengono tantissimi omega 3, gli acidi grassi buoni che accendono il nostro cervello e che migliorano l’ossigenazione delle cellule per un incredibile effetto anti-rughe, altroché lifting e punturine!

 

Ma è dagli USA che arriva la notizia bomba: i semi di lino aiutano a ridurre il rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore, al seno, alla prostata e al colon.

 

La cuticola dei semi di lino è dura, quindi per assorbirne il contenuto masticateli bene o tritateli prima di consumarli.

Non sapete come usarli in cucina? Aggiungeteli alle insalate, alle minestre, ai cereali e allo yogurt. Oppure provateli al posto delle uova per preparare dolci e biscotti da forno più leggeri.

 

Un tocco in più per le vostre pietanze? Inseriteli nell’impasto del pane integrale o tostateli per aggiungerli a pasta e riso, sentirete che bontà!

 

Ma attenzione! E’ bene limitare l’uso dei semi di lino a 3-4 cucchiai al giorno perché assorbono molta acqua e possono interferire con l’assimilazione di iodio da parte dell’organismo.

 

Se invece soffrite di stipsi, un rimedio della nonna per voi: mangiatene un cucchiaio al giorno accompagnato da un paio di bicchieri d’acqua!

 

Per un pieno di proprietà nutritive meglio non cuocerli, ma aggiungerli subito prima di servire il piatto!

 

Dai semi di lino si ricava un olio strepitoso, ricchissimo di acidi grassi essenziali.

L’unico neo riguarda la sua conservazione: va tenuto in frigorifero, lontano da luce, calore e aria e dura al massimo 8 settimane una volta aperto.

Ricordatevi di usarlo solo a crudo e non per cucinare!!

 

Un’ultima chicca per voi: Hans Christian Andersen ha scelto il lino proprio come protagonista di una sua storia. Che dire: davvero una pianta da favola!

 

  1. I semi di lino li ho mangiati, più di una volta, in un ristorante che fa il pane in casa; prima non li conoscevo, cioè non sapevo fossero commestibili. Adesso li cercherò e comincerò ad utilizzarli anche io. Grazie del suggerimento.

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