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Parola d’ordine: consociazione. 8 consigli per un perfetto orto naturale

Il fagiolo non può proprio vedere il pomodoro, invece è il migliore amico della melanzana. E la lattuga? Va a braccetto con la carota e il ravanello.

Ogni pianta ha degli “amici” accanto a cui è bene che sia coltivata, per crescere e prosperare nel modo corretto, e dei “nemici” da cui deve stare alla larga, come puoi vedere dalla tabella da scaricare e stampare.

Non solo in cucina, quindi, ma anche nell’orto si può parlare di abbinamenti.

Più correttamente si parla di consociazione di piante: una tecnica naturale e veramente ecosostenibile fatta di tentativi, di sperimentazioni e di una lunga tradizione che ci dice quali abbinamenti fare tra verdure, erbe, frutti e fiori coltivati nella stessa porzione d’orto (o nello stesso vaso).

Si tratta dell’esatto opposto delle monocolture intensive a raccolta meccanizzata ed è un’esperienza da provare con calma proprio nei piccoli orti familiari, dove il fine è quello di ottenere prodotti a km 0 e di lavorare per la soddisfazione di integrare la nostra tavola con alimenti sani, freschi e privi di sostanze nocive.

PER APPROFONDIRE: I 6 segreti per il successo del tuo orto

Oggi scoprirai alcune particolari interazioni tra piante (che gli esperti chiamano allelopatia) e come la loro consociazione sia benefica e particolarmente adatta anche a spazi di coltivazione piuttosto limitati, come quelli degli orti familiari e dei nostri balconi.

I suoi principi essenziali, basati sull’osservazione di queste sinergie e sull’applicazione dei meravigliosi meccanismi di “cooperazione” che già esistono in natura, suggeriscono di:

1. Non piantare assieme verdure della stessa famiglia botanica, come melanzane e patate (entrambe Solanacee), perché attrarrebbero i medesimi parassiti e assorbirebbero le stesse sostanze dal terreno, impoverendolo ed entrando in competizione;

2. Non crescere nello stesso terreno piante che vanno in competizione tra loro, per l’utilizzo degli stessi elementi nutritivi o perché presentano radici della stessa tipologia e forma, attive negli stessi strati di terreno;

3. Mischiare (o alternare a rotazione) nelle aiuole, piante che fanno da concime (come leguminose, erba medica e trifoglio, le cui radici fissano l’azoto dell’aria nel terreno) a verdure che – come i pomodori – per crescere richiedono invece un substrato ricco;

4. Introdurre piante che tengono lontani i parassiti di altre (come cipolla e carota, reciprocamente repellenti sulla mosca parassita) o che, viceversa, attraggono utili insetti predatori e impollinatori per le loro vicine;

5. Abbinare piante a rapido sviluppo a specie più lente nella crescita, piante precoci con tardive, in modo che non entrino in competizione per spazio e luce;

6. Mescolare nelle aiuole secondo buon senso piante con esigenze di irrigazione simili;

7. Informarsi sull’azione tossica di alcune specie, che andranno isolate per evitare che inibiscano con la loro presenza la crescita di altre colture: è il caso della pianta di noce, che dissemina il terreno di sostanze dannose, in alcuni casi del finocchio e infine della salvia, le cui foglie presentano componenti tossici tali da raccomandare di tenerla isolata da altre erbe aromatiche;

8. Piantare fiori come girasoli, nasturzi, calendule tra gli ortaggi per migliorare la salute dell’orto: alcuni attraggono gli impollinatori, altri ingannano con il forte profumo o respingono gli insetti nocivi, altri ne richiamano i predatori, altri ancora hanno altre funzioni. Il girasole, ad esempio, se inserito in aiuole di asparagi o tra gli alberi di mele, limita la presenza di alcune erbe infestanti.

Scarica la tabella delle più comuni consociazioni tra piante per il tuo orto.

Si ringrazia il master gardener Tiziano Codiferro per l’articolo.

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