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Borragine, dai fiori blu e dalle molte virtù

Malgrado si legga spesso che la borragine, nome latino Borago officialis, sia una pianta largamente diffusa negli incolti, rispetto al passato la sua presenza risulta essere molto ridotta.  

Sopravvive più facilmente negli orti dove sparge generosa la sua piccola sferica semenza per garantire la sopravvivenza alla specie. Per seminarla una prima volta, interrate in primavera i semi in piena terra distanziati di circa 40 centimetri. Sarà tuttavia difficile costringerla a crescere in un luogo prestabilito, decide lei dove mettere radici e, quando trova le idonee condizioni, in un terreno in pieno sole, ricco, sciolto e privo di ristagni d’acqua, ha il vizio di divenire infestante così che non dovrete più preoccuparvi di perderla.
La borragine forma un cespuglio che raggiunge i 60 cm di altezza che da maggio a settembre si ricopre di fiori azzurro intenso, più raramente rosa o bianchi, che attirano numerosi insetti impollinatori.

Di ottimo sapore e dalle molteplici virtù officinali, la borragine è usata fin dall’antichità da diverse popolazioni come risorsa alimentare. Lo testimonia anche un brano estratto da un libro sulle erbe dei primi del ‘900: “In taluni luoghi le foglie si cuociono e si servono come gli spinaci. I ramoscelli più teneri, impastati e fritti servono per l’arrosto, i fiori in frittata ed insalata”. Scritti che insegnano che la borragine va consumata cotta. Da ultimi studi è emerso che contiene sostanze epatossiche e cancerogene e, se assunta cruda e in grande quantità, potrebbe costituire un pericolo per la salute, come del resto accade per tante altre piante di uso comune come il basilico e il prezzemolo.

Giocando con la chimica, i fiori si possono anche utilizzare per dare un’insolita colorazione azzurra all’aceto in quanto a contatto con gli acidi rilasciano il colore e se volete cimentarvi con piccole tecniche di pasticceria potrete sorprendere i vostri ospiti preparando i petali canditi o altrimenti potete congelarli all’interno di cubetti di ghiaccio per regalare una nota eccentrica alle bevande estive.

Per preparare l’aceto blu di borragine occorrono:

Ingredienti
1/2 litro di aceto di vino bianco
due manciate di fiori di borragine

Procedimento
Inserire i fiori di borragine in un contenitore ermetico, richiuderlo e porlo in luogo fresco e buio per circa un mese, filtrare e imbottigliare.

  1. buongiorno
    sto provando a “tingere” di blu l’aceto seguendo la ricetta proposta ma, per il momento (sono passati 5 gg), i fiori sono diventati rosa e l’aceto ha assunto una colorazione rosellina. Dove sto sbagliando?
    grazie
    saluti
    romina brocanelli

    1. Ciao Romina! non hai sbagliato nulla: incredibile, ma vero, può capitare che l’aceto assuma una colorazione più tendente al rosa che al blu. ciò dipende dalla quantità di pigmenti contenuti nei fiori 🙂

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