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Alloro, dalla cucina alla cura dei reumatismi

L’alloro, o Laurus nobilis, appartiene alla famiglia delle Lauracee e pare che il nome di questa pianta derivi dal latino “laudari” che ben fa intendere quanto questa pianta fosse apprezzata (lodata, appunto) sin dall’antichità per le sue proprietà curative.

Pianta o arbusto sempreverde (se opportunamente tenuto “a bada”) dalle caratteristiche foglie fortemente aromatiche, cresce in Italia a livello spontaneo laddove cresce l’ulivo, ma può essere coltivata senza particolari difficoltà ai margini di qualsiasi orto o giardino dove viene anche utilizzata a scopo decorativo o come siepe.

Le proprietà curative sono conferite dalla lauro stearina (una materia grassa che viene sfruttata anche nella produzione di saponi artigianali) e dall’acido laurico presenti in foglie e bacche.

Dell’alloro si utilizzano, infatti, foglie (da raccogliere in primavera per avere una maggiore concentrazione di principi attivi) e bacche (da raccogliere a piena maturazione in autunno), fresche o essiccate ed opportunamente sminuzzate.

Riconosciute e davvero straordinarie le proprietà antireumatiche di questa pianta, dalla quale si ricava un prezioso unguento da applicare tramite massaggi alle parti doloranti.

Ecco come preparare l’unguento in casa:

1. Frantumare alcune bacche di alloro precedentemente essiccate (la quantità non è indicata nelle antiche ricette, si parla solo di “una certa quantità” e ci si deve regolare in base alla quantità di unguento che si desidera ottenere);
2. Far bollire in acqua per 30 minuti circa;
3. Lasciare quindi raffreddare il liquido e raccogliere (con un contagocce) la parte oleosa che resterà a galla (l’olio di bacche di alloro);
4. Unire infine a quest’olio una pari quantità di strutto di maiale (o di lanolina) fino ad ottenere una pasta della consistenza di una pomata;
5. Conservare in un vasetto di vetro (preferibilmente in frigo) e si applica all’occorrenza sulle zone colpite da reumatismi ma anche contro i dolori articolari in genere, le contusioni e i torcicolli.   

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