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Le alici, il pesce del cuore

Nome

Alice

Macro, micro e fitonutrienti

Come tutto il pesce azzurro, anche le alici apportano proteine di elevata qualità biologica (contengono tutti gli aminoacidi essenziali) facilmente digeribili, vitamine del gruppo B, in particolare niacina, riboflavina (B2) e tiamina (B1), minerali come ferro, sodio, potassio, fosforo, selenio e iodio. Nelle alici è buono anche il contenuto di calcio e vitamina D. Sicuramente ciò che contraddistingue questa tipologia di pesce è, però, il contributo in acidi grassi essenziali, omega-3, in particolare EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docoesanoico). Una porzione di alici (150 g) copre abbondantemente l’intero fabbisogno giornaliero di EPA e DHA.

Cosa fa di buono per noi

Consumare alici, così come in generale il pesce azzurro, regolarmente per soddisfare le 2-3 porzioni settimanali, permette di ottenere un adeguato apporto di acidi grassi omega-3 (EPA-DHA), che, oltre a essere componenti importantissimi delle membrane cellulari, hanno anche importanti funzioni nella protezione cardiovascolare e nel controllo dei livelli di trigliceridi nel sangue e della pressione arteriosa. Nella donna in gravidanza e durante l’allattamento, poi, gli omega-3 rappresentano un elemento fondamentale per il corretto sviluppo cerebrale e visivo del bambino. Le alici, però, non apportano solo omega 3. Infatti, grazie alla loro piccola taglia, possono essere consumate intere, mantenendo la lisca che rappresenta un’ottima fonte di calcio. Una porzione di alici consumate intere riesce a soddisfare il 20% del fabbisogno di calcio giornaliero che, insieme alla vitamina D, rappresentano delle risorse indispensabili per la salute di ossa e denti e del nostro sistema immunitario.

Curiosità

Ora ti diamo qualche consiglio per pulire e cucinare le alici. Prima di tutto, abbattile. Una volta pronte, è tempo di pulirle. Elimina le squame, le pinne e la testa, taglia il ventre e togli le interiora e la lisca. Lavale sotto acqua corrente, si conservano in frigo per 1-2 giorni, se ben coperte da pellicola. Quelle più grandi sono ottime da cuocere al forno o alla griglia, le più piccole per fritture o sughi. Molto diffuse in commercio sono le acciughe sott’olio o sotto sale e la pasta di acciughe, in quest’ultimo caso è bene sciacquarle prima di consumarle per eliminare l’eccesso di sodio.

*Articolo originale del 25/01/2013, aggiornato il 23/09/2021

    1. Ciao Valentina!
      Siamo felici che questo articolo ti sia stato utile.
      Grazie mille a te per aver dedicato un po’ del tuo tempo a Casa Di Vita.

    1. Ciao Maria,

      grazie mille a te per il bellissimo commento.
      Siamo contenti che i nostri articoli possano essere per te così utili.

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