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I 6 più grandi alleati per una vita sana

Siamo circondati da informazioni che riguardano la nostra salute. Sempre più giornali, riviste, canali televisivi e siti web dispensano consigli di ogni genere e tipo su come dovremmo mangiare, quanta attività fisica dovremmo fare e in generale su come prevenire le malattie che più temiamo. Anche se l’intento è certamente positivo, rimane pur vero che tutta questa informazione non sembra ancora indurre un vero cambiamento comportamentale, forse a causa della testa distratta e sovraccarica della maggior parte di noi. Dati recenti confermano che si fa poca prevenzione e che gli effetti sulla salute pubblica dei tanti consigli dispensati sembrano essere marginali. In effetti, se consideriamo che circa il 90% delle persone che affronta una dieta si ritrova, a distanza di 12 mesi, con più chili di prima e che solo l’8% di quelli che decidono di cambiare abitudini porta a termine nel tempo questa decisione, c’è poco da stare allegri. Nessuno contesta che essere informati sia un prerequisito importante per percepire la necessità di cambiare qualcosa della nostra vita, ma dobbiamo evidentemente riconoscere che sapere non corrisponde affatto a essere capaci di cambiare comportamento.

Alleato n. 1: la mente

Quanti, pur sapendo che il fumo uccide, continuano, infatti, a fumare? E quanti, pur essendo consapevoli che mangiare male ed essere sedentari nuoce alla salute, non trovano la forza per cambiare abitudini? Sembra quasi che informazione e conoscenza non penetrino a fondo nella nostra coscienza e non riescano per questo a esserci davvero utili nel momento in cui decidiamo di compiere una determinata azione. Sappiamo cosa è giusto fare ma questo sapere non è sufficiente a bloccare i meccanismi impulsivi che ci spingono ad andare alla ricerca di una ricompensa immediata piuttosto che essere in grado di attenderne una a lungo termine.

Un cervello sotto pressione è più vulnerabile all’impulsività e va maggiormente alla ricerca di ricompense e di piacere immediati

Uno dei fattori che incide maggiormente su questi meccanismi mentali è lo stress. Un cervello sotto pressione è più vulnerabile all’impulsività e va maggiormente alla ricerca di ricompense e di piacere immediati. Ecco perché molte persone cercano in modo spasmodico alimenti dolci o salati: non perché ignorano che sono poco salutari, quanto piuttosto perché la loro mente sotto stress prevale su tutte le conoscenze accumulate e li dirige verso un comportamento che è certamente sbagliato a lungo termine ma molto appagante nell’immediato. Il meccanismo è noto ai ricercatori ed è legato alla produzione di dopamina, neurotrasmettitore che induce un senso di appagamento e piacere istantaneo, il cui rilascio è aumentato da alimenti dolci, salati e grassi. Ridurre i propri livelli di stress e potenziare la calma attraverso le pratiche di meditazione o altre tecniche di rilassamento porta a molti benefici anche in ambito alimentare. Uno di questi è quello di ridurre la vulnerabilità della mente e di rendere più efficaci le nostre conoscenze a regolare il comportamento e le azioni pratiche.

PER APPROFONDIRE: Il legame tra stress e alimentazione

Alleato n. 2: l’attività fisica

Un altro aspetto importante per avviare un cambiamento in positivo è quello di puntare su alcune abitudini fulcro, comportamenti capaci di innescare un cambiamento a catena, una specie di effetto domino su altri aspetti della nostra vita.

Per esempio iniziare a fare attività fisica regolarmente agevola il cambiamento di stile alimentare.

PER APPROFONDIRE: Diventa un vero fan dell’attività fisica in 10 mosse

Oggi non possiamo più tenere separati questi temi, non solo perché movimento e alimentazione hanno azioni sinergiche, ma anche perché cambiare in entrambi i campi le proprie abitudini è più facile che farlo separatamente.

Alleato n. 3: il piatto unico

Per rendere qualsiasi cambiamento fluido e semplice sono fondamentali gli strumenti pratici. Un primo consiglio pratico e semplice è quello di adottare più volte possibile il piatto unico – composto per il 50% da verdure, 25% da cereali integrali e 25% da proteine di diverso tipo (in prevalenza pesce, legumi, carni magre e uova) – e di condire tutto con un buon olio extra vergine di oliva. Questo modello di piatto unico rappresenta una proposta di alimentazione equilibrata che va oltre le mode del momento e le proposte estreme che si fondano spesso su esclusioni assolute di alcune categorie alimentari.

Oggi abbiamo conferme scientifiche che è possibile andare oltre il generico concetto di prevenzione e pensare addirittura di potenziare la nostra salute, di rendere il nostro organismo più forte e reattivo in modo tale da averlo dalla nostra parte per l’intero corso della vita. Possiamo vedere la salute come la componente più importante della nostra libertà personale e la malattia, al contrario, come una prigionia a cui troppi di noi vengono condannati.

È necessario tenere presente che il nostro percorso di sviluppo può essere in gran parte determinato da noi e dalle nostre scelte quotidiane.

PER APPROFONDIRE: Piatto unico: 5 domande chiave per imparare a conoscerlo

Non è tanto questione di fortuna o destino quanto piuttosto di precisi segnali che, giorno dopo giorno, si accumulano e danno vita a risposte nelle nostre cellule che promuovono la salute o che la compromettono.

Alleato n. 4: gli integratori alimentari

L’epigenetica è la scienza che studia come i nutrienti, l’attività fisica e perfino i pensieri modulano i livelli di attività dei nostri geni e modificano quindi la traiettoria della nostra salute. Una modulazione intelligente di questi segnali nel corso della vita comporta l’ottimizzazione dell’attività cellulare e lo smaltimento dei danni che si accumulano con il passare del tempo.

A questo proposito un altro strumento pratico molto utile è quello degli integratori alimentari. Chiedere consiglio al medico o al farmacista per un buon multivitaminico potrebbe essere un importante passo nel potenziare la salute così come assumere omega-3 e vitamina D. Proprio di quest’ultima in questi ultimi anni si è parlato molto in relazione al fatto che la maggior parte delle persone ne risulta carente e che i suoi effetti preventivi sono davvero ampi. La vitamina D non è, infatti, indispensabile solo per la salute delle ossa ma anche per il funzionamento corretto del sistema immunitario, per la longevità di vasi e cuore, e per la prevenzione dei tumori. L’apporto alimentare è scarso e la sua produzione nel corpo avviene con l’esposizione al sole che è sempre meno frequente per tutti noi per ragioni che riguardano anche il rischio di malattie cutanee.

Alleato n. 5: la pianificazione

Se dovessimo poi identificare un fattore spesso trascurato nell’affrontare il cambiamento sarebbe sicuramente l’importanza della pianificazione. In un’epoca in cui siamo tutti sovraccarichi di impegni, il cambiamento viene percepito dalla maggior parte delle persone come un ulteriore impegno, come un intralcio al raggiungimento di obiettivi che vengono considerati, a torto o a ragione, come prioritari.

Rivedere le proprie priorità può essere importante ma ancora più utile è pianificare il proprio percorso di cambiamento in modo da renderlo più semplice.

In ambito alimentare, per esempio, avere un piano settimanale di nutrizione sana può fare una differenza enorme rispetto a cercare di affrontare il problema giorno per giorno magari in mezzo a mille altri impegni. Come lo stress ci rende vulnerabili agli impulsi, così l’eccesso di impegni apre la porta agli errori che ci fanno perdere il filo conduttore dell’azione di cambiamento.

Pianificare vuol dire progettare secondo un piano, vuol dire definire le azioni concrete che portano alla realizzazione di un progetto di vita. Ma vuol dire anche rendere un percorso meno insidioso, riducendo al minimo le sorprese e le variazioni di rotta che allungano il tragitto e ci fanno correre il rischio di perdere la strada.

Perché un piano si realizzi, per quanto ambizioso, deve essere prima di tutto realistico e fattibile. Se l’agenda è stracolma di appuntamenti, se è ipotizzabile che vi siano ritardi è inutile sperare di riuscire ad andare in palestra alla fine della giornata. Questo tipo di azione caotica ci porta a scarsi risultati oltre a esporci al rischio di frustrazione. Allo stesso modo, se non ho pensato a cosa mangiare a pranzo e mi troverò assalito dalla fame davanti a un tramezzino, sarà difficile resistere. Per pianificare bene occorre, quindi, trovare spazio per le attività che vogliamo imparare a gestire, togliendo spazio ad altro.

Il tempo manca solo alle persone che non sono disposte a trovarlo. O meglio, manca a tutti quelli che non considerano sufficientemente importante prendersi cura di se stessi.

Alleato n. 6: la vera ricompensa

Cambiare abitudini non è facile ma non è nemmeno impossibile. Spesso ci si dimentica che non conta tanto la forza di volontà, elemento importante ma facilmente esauribile, quanto venire ricompensati spesso nel corso del processo di cambiamento.

Come per l’adozione di stili di vita sbagliati, anche nella loro correzione è la ricompensa ciò che determina un vero cambiamento a lungo termine.

Prendersi cura di se stessi è un percorso di crescita magnifico di cui possiamo imparare ad assaporare ogni gesto, perfino quei momentanei passi indietro che sono fisiologici in un percorso a lungo termine. Siamo tutti alla ricerca di risultati concreti ma in fondo, a pensarci bene, l’atto in sé di vivere la vita in modo diverso e di imparare ad assaporarla nella sua bellezza invece di divorarla in velocità è la vera ricompensa a cui tendere. Il cammino stesso ci donerà frutti inaspettati e scoperte imprevedibili, nuove interpretazioni di noi stessi e della vita, capaci di ridurre la paura e l’ansia e fare emergere al loro posto serenità e armonia. Possiamo solo commettere un errore: non avere il coraggio di iniziare.

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