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Le 10 bugie sul cibo che ti hanno sempre raccontato (seconda parte)

Il mondo dell’alimentazione non è esente da falsi miti e credenze infondate che si sono radicate nel corso di tempo. Hai già potuto scoprire alcune delle più diffuse bugie sul cibo nella prima parte di questo approfondimento. Eccole riassunte di seguito:

  1. Mi sento sfinito, ho bisogno di zuccheri!
  2. Come contorno prendo spesso le patate o i piselli…. Sono le mie verdure preferite!
  3. Il biologico è sano
  4. Mangio la pizza di Kamut® perché è più sana!
  5. Dimagrire è semplice: basta saltare il pasto

Esistono, però, altri falsi miti tutti da svelare, scoprili nella seguente cinquina.

6. Il burro fa male, non lo mangio mai

Da molti anni su burro e altri grassi saturi è in corso una campagna d’accusa che li vede presunti responsabili di molti problemi, prima di tutto a livello cardiaco. L’immagine semplicistica che molte persone si sono fatte è che i grassi saturi “tappano” le arterie producendo il peggiore dei risultati, l’infarto. Stesso ruolo che è stato attribuito ai cibi ricchi di colesterolo. Il quadro però è molto più complesso di così e tanti fattori contribuiscono a peggiorare la salute delle nostre arterie, tra cui anche lo zucchero.
L’aterosclerosi è prima di tutto un processo infiammatorio in cui i grassi sono coinvolti come conseguenza di una serie di reazioni più che come causa primaria. Inoltre i grassi saturi hanno un destino diverso a seconda del contesto in cui vengono assunti. Se per esempio vengono associati a zuccheri semplici, che aumentano la produzione di insulina, possono risultare dannosi per i vasi, ma se diversamente vengono assunti insieme a proteine non hanno questo effetto e sono utili come precursori di alcuni ormoni. Se quindi vuoi concederti un po’ di burro, mangialo con una fetta di pane integrale e magari del salmone affumicato piuttosto che con la marmellata!

7. Se stai male, mangia in bianco

È una situazione in cui tutti noi ci riconosciamo perché è una convinzione che ci è stata trasmessa dalle nostre mamme. Il classico “menu” del mangiare in bianco che prevede riso, patate lesse, magari con l’aggiunta di un po’ di formaggio grattugiato o, per esempio, dello stracchino. Dopotutto è quel che si definisce il classico piatto “da ospedale”. Siamo sicuri che sia l’alimentazione più corretta per quando si sta male? Ovviamente si fa riferimento qui a condizioni di malessere generale e non a patologie specifiche e ben più gravi per cui si deve prevedere una dieta ad hoc. Quindi, quando febbre o altri malanni di stagione prendono il sopravvento, l’alimentazione migliore è quella che si dovrebbe seguire sempre: completa e ben bilanciata nei macro e nei micronutrienti attraverso il consumo, nelle giuste proporzioni e combinazioni, di verdure, frutta, legumi, carne, uova, pesce, olio e cereali integrali. Quando mangiamo in bianco perché crediamo di mangiare “leggero” in realtà non è così. Guarda bene: c’è il riso bianco che, poiché è raffinato, non contiene le fibre necessarie per evitare quegli sbalzi della glicemia che sono all’origine di un’eccessiva produzione d’insulina, uno dei fattori di rischio per il sovrappeso e l’obesità. Sarebbe meglio, quindi, prediligere il riso integrale ricco di fibre. Se al riso bianco si aggiunge un’ulteriore porzione di carboidrati attraverso le patate e si completa il tutto con una fetta di prosciutto cotto o del formaggio che, per quanto possano non sembrare pesanti, contengono molti grassi, il gioco è fatto! Cosa fare allora? Ancora una volta la risposta risiede nel piatto unico.

Patate

8. Mai la pasta alla sera!

Molto spesso si sente dire che consumare alla sera pasta, riso e altri cereali fonte di carboidrati è deleterio e fa ingrassare. Certamente un pasto serale eccessivamente ricco di calorie, e di carboidrati in particolare, molto probabilmente finirà con il contribuire all’accumulo di grasso. Ma se invece vengono assunti dei carboidrati dei cereali integrali nelle dosi giuste si possono ottenere perfino alcuni benefici. Il primo è a carico del sonno: i carboidrati favoriscono la penetrazione di un aminoacido, il triptofano, necessario per formare serotonina e melatonina, sostanze che conciliano il sonno e il rilassamento. Il secondo è che i carboidrati serali generano un senso di benessere e appagamento che contribuisce a ridurre lo stress e a smorzare gli effetti negativi del cortisolo.

PER APPROFONDIRE: È vero che la pasta di sera fa male?

9. Latte e latticini sono l’unica fonte di calcio

Il consumo di latte e derivati è recente nella storia evolutiva umana e si colloca a circa 10.000 anni fa. È logico quindi che fino a quel momento l’uomo fosse perfettamente in grado di ottenere quantità sufficienti di calcio da alimenti di origine vegetale. Verdure, noci e legumi sono ottime fonti di calcio. Quest’ultimo, peraltro, non è l’unico fattore di rischio all’origine delle problematiche ossee che devono invece essere ricondotte anche alla sedentarietà, al fumo, all’abuso di alcol e a una nutrizione complessivamente scorretta. Oltre al calcio, per la salute dell’osso sono, inoltre, fondamentali la vitamina D e la vitamina K2 che si trova in alimenti di origine animale tra cui le uova.

PER APPROFONDIRE: 10 alimenti che contengono il calcio (oltre al latte)

10. Mangio prodotti gluten free perché sono dietetici e fanno perdere peso

Negli ultimi anni i prodotti privi di glutine sono aumentati di popolarità fino a diventare una scelta alimentare anche per persone non affette da celiachia. Fermo restando che nei pazienti celiaci è ovviamente necessario non assumere glutine, è doveroso sottolineare che esistono cereali come riso, quinoa, grano saraceno, amaranto, miglio e mais che sono naturalmente senza glutine e soddisfano un’ampia varietà di gusti. In questo senso i prodotti gluten free sono per lo più un modo per permettere anche ai celiaci di assumere alimenti come biscotti, prodotti da forno e simili. È vero anche che negli ultimi anni è emerso un filone di ricerca che sostiene che il glutine possa indurre reazioni infiammatorie anche in soggetti non celiaci e che quindi una riduzione nell’assunzione potrebbe essere utile a molti. Ma per quello che riguarda la perdita di peso non vi è invece alcuna correlazione con l’assunzione o meno di glutine.

  1. Articolo decisamente interessante. Mi sono riconosciuta in tutti gli errori di alimentazione e mi riprometto più attenzione. Grazie dottor Ongaro

  2. Ma perché la gente si deve rovinare anche l’ultimo dei piaceri della vita ossia mangiare senza alcun problema. E’ mai possibile che tutti e il contrario di tutti ci devono dire cosa mangiare e perché cibarsi di un alimento invece che di un altro? Non sarebbe piu’ giusto e logico dire: Mangiate tutto ma mangiate poco? O sembra così difficile. Io non ho mai fatto sport, sono stato sempre sedentario non ho mai preso integratori etc etc, non mi sono mai preoccupato di cosa mangiare. Sono arrivato a 63 anni con lo stesso peso di quando ne avevo 30, non ho nessuna patologia (metabolica) o altre. Ho mangiato prevalentemente carboidrati ma ho sempre mangiato poco. Mattina solo un paio di caffe’ Pranzo: Piatto di pasta quasi sempre coi legumi, una frutta, un bicchiere di vino. La sera pane con un secondo e un contorno quasi sempre patate con un bicchiere di vino. Fuori dai pasti mai mangiato nulla anche se stavo per svenire (l’ho fatto solo perché mi piace andare a tavola con la fame). Fino all’anno scorso fumavo anche 30 sigarette al giorno. Sicuramente non sono un modello da imitare ma grazie a Dio almeno quando mangio non mi devo preoccupare di tutte quelle notizie che ci vengono dette continuamente, tra l’altro ammalarsi e morire sono due cose che in questa dimensione non si possono eliminare. Vivete la vostra vita senza preoccuparvi piu’ di tanto tanto nessun scienziato sara’ mai in grado di dirvi se morirete presto o tardi se vi ammalerete o non vi ammalerete. A volte mi rendo conto che è meglio l’ignoranza che stare dietro a questo mondo di relativita’ dove tutto e’ il contrario di tutto sono la stessa cosa. Se la gente tornasse a fare i lavori fisici come una volta ci sarebbero meno obesi e soprattutto meno ansiosi e depressi e ve lo dice uno che si e’ pentito di aver studiato per 40 anni e ancora lo fa. Se potessi tronare indietro sceglierei di essere ignorante ossia ignorare tutte queste argomentazioni specialmodo sull’alimentazione che stanno portandola gente al manicomio.

    1. Ciao Vincenzo! Grazie per aver condiviso con noi il tuo punto di vista, seppur sia leggermente diverso dal nostro 🙂 A ogni modo concordiamo su una cosa: ognuno merita di intraprendere il proprio personale percorso per stare bene davvero con se stesso e con gli altri. Buona fortuna per tutto!

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